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Portare l'AI in ospedale

Come portare l'AI in ospedale? Il case Ciao, sono AI, progetto di formazione per il reparto DCA – Associazione Erika dell'Ospedale Maggiore Niguarda.

Contesto

Il problema

Come raccontare e formare sull'AI in un contesto di fragilità, garantendo sicurezza, trasparenza e fiducia, tenendo aggiornati i pazienti sui rischi e le potenzialità di queste tecnologie?

Gli ospedali richiedono un approccio diverso alla formazione sull'AI. Non bastava spiegare come funziona: serviva farlo in modo che le persone si sentissero sicure, non spaventate, e capaci di fare scelte consapevoli.

Approccio

La soluzione

Un percorso in tre moduli: implicazioni dell'AI nei social network, inquadramento teorico generale accessibile, e laboratorio pratico con focus su uso etico e responsabile.

Il contenuto ha mostrato le potenzialità degli strumenti sottolineando l'importanza di un utilizzo etico.
L'iniziativa è stata sviluppata con il supporto attivo del personale medico e dell'Associazione Erika.
Il laboratorio pratico ha permesso ai partecipanti di sperimentare in prima persona in un contesto protetto.

Impatto

I risultati

Grande interesse e partecipazione: l'AI presentata in modo accessibile, responsabile e calato nel contesto specifico del reparto.

L'iniziativa ha dimostrato che è possibile formare sull'AI anche in contesti delicati, con un approccio che rispetta la complessità e mette la persona al centro. Un modello replicabile per altri contesti di cura.

Non ci aspettavamo che i ragazzi fossero così coinvolti. Hanno fatto domande, sperimentato, e soprattutto capito. È stata un'esperienza che ha lasciato il segno.

Referente medico
Associazione Erika — Ospedale Niguarda
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