FAIRFLAI

Stai usando l’AI come Gandalf?

Che ruolo dare all’AI in un progetto?Il più giusto, secondo me, è quello che assume Gandalf, lo stregone del Signore degli Anelli.E se non hai mai visto i film, non meriti di leggere questo articolo. Scherzo (però non troppo).

Immaginiamo il team come i membri della Compagnia dell’Anello e il progetto come il viaggio verso Mordor.

Si, hai capito, sarà un articolo un po’ nerd.

Ora chiediamoci: quale personaggio dovrebbe ricoprire l’AI?Giusto, l’ho scritto prima, ma arriviamoci per capire il perché.

Il team operativo, in questa storia, sono gli Hobbit.Sono quelli che si sporcano le mani, si prendono la fatica, fanno gli errori, si rialzano. Portano la responsabilità della missione sulle proprie gambe, nessuno può farlo al posto loro.

Il Project Manager lo vedo più come Aragorn.Ramingo lucido che non ha bisogno di dominare per essere autorevole, sempre a disposizione della squadra.Aragorn tiene la direzione quando c’è confusione, protegge quando arrivano pressioni esterne, fa da scudo quando il team rischia di spezzarsi.Un PM che non “fa le cose” ma rimuove gli ostacoli affinché, le cose, succedano.

Ora, perché l’AI dovrebbe essere Gandalf?Gandalf è una personaggio particolare.A volte sparisce perché il suo compito non è sostituirsi al viaggio. Un saggio che non indica la soluzione ma possibili percorsi e accetta di prendere anche strade sbagliate quando il gruppo decide.L’AI in un progetto non deve diventare né quella che fa le cose al posto del team né quella che guida e risolve tutto.È quella che interviene nei momenti in cui il gruppo ha bisogno, quando serve velocità, ispirazione e ordine. Quando serve vedere opzioni che nessuno sta vedendo, quando serve uno sguardo esterno che toglie il rumore dalla testa.

Questa è la differenza tra usare l’AI come “generatore di output” e usarla come “amplificatore di lucidità”. Se la usiamo come generatore di output, succede una cosa molto comune: documenti molto belli e inutili. Perché roba prodotta e non compresa e condivisa.Se invece la usiamo come amplificatore di lucidità, l’AI diventa davvero potente perché il suo valore non è “sapere le risposte” ma aiutarci a fare domande giuste, considerare ciò che possiamo dimenticarci, verificare gli errori. Metterci alla prova insomma.

Per dirla male: Aragorn e la Compagnia usano Gandalf in modo intenzionale.Non un “copilota” che guida insieme a noi (non mi è mai piaciuto infatti come Microsoft ha deciso di nominare “Copilot”) ma un membro della Compagnia come gli altri, con un ruolo e aspettative precise.

E poi una cosa fondamentale: lascia che il team sbagli con più sicurezza, perché Gandalf non elimina l’errore ma fa in modo che l’errore non diventi tragedia. Un “guardrail”, non un volante.

Attenzione poi, perché l’AI è bravissima a farci sembrare competenti e questo è pericoloso quando il team inizia a delegare il pensiero.

E tu come stai usando l’AI?

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